pane senza impasto ai semi oleosi (no knead bread)

by Elena Levati

Un inizio settembre un po’ strano per noi, tinto da una estate che sembra non sia mai arrivata, da un mese di agosto volato via senza accorgersene perchè, differentemente da quelli passati, non è stato illuminato da un viaggio, seppur piccolo e senza pretese, ma un viaggio in grado di dare un cambio a quella routine che inevitabilmente il lockdown ha creato e che ci ha lasciato dentro quel senso di insicurezza che anche la situazione attuale, sebbene addolcita sotto alcuni aspetti, non scalfisce e non elimina.

Un settembre senza partenza e senza ritorno, che saluta un agosto in cui le nostre bambine sono state la nostra bussola, con cui abbiamo navigato sogni felici e avventure con navi senza acqua, ma che ognuna, per la fase di crescita specifica che sta vivendo, fa nascere tanti, tantissimi enigmi e punti di domanda genitoriali che non ti fanno dormire la notte.

E allora, con questo senso di instabilità che mi fa traballare come mamma domandandomi che cosa sto sbagliando con Ludovica che alterna un giorno sereno a due di nervosismo e di rabbia conflittiva, con questo senso di incapacità di comprensione della mia stessa figlia che si sveglia già con abbigliamento da combattimento carico e pronto all’azione e il mio essere, al contrario, il cavaliere senza armatura che viene ferito ripetutamente ma che ancora sta in piedi, io devo cercare dei momenti di serenità che siano solo miei, che non abbiano nulla a che vedere con loro e che mi rilassino per poter accogliere il prossimo colpo di spada con corpo duro.

Fare il pane mi ha sempre rilassata, è sempre stato qualcosa che mi donava calma. Non che io sia una brava panificatrice, non che io sia una esperta di arte bianca: tutto il contrario direi, ma so che con il mio No Knead Bread la serenità data dalla vista di quegli alveoli nella mollica di quella pagnotta dalla crosta croccantissima non ha eguali.

Potrei fare mille altre cose che mi rilassano sempre in cucina, come inventare e sperimentare qualche nuovo dolce per esempio, ma in nessun caso ho la certezza al 100% della stessa soddisfazione che riappacifica il cuore. Davvero. Non a caso mio papà mi ha sempre chiamata fin da piccola pacia pan a tradimento! Non ho perso il vizio!

Io lo adoro questo pane senza impasto e, nonostante sul blog ci siano tantissime ricette che lo vedono protagonista (e che potete trovare cliccando qui), oggi voglio dedicargli un post che vada un po’ a chiarire quei dubbi che ancora circolano sul suo conto e che ogni tanto mi raccontate, così che finalmente il famoso no knead bread sia senza ombre e senza trucco!

Come sempre dico è più facile a farsi che a dirsi e se ancora non lo avete provato (e come la sottoscritta avete bisogno di una botta di serenità assicurata) fatevi il favore di prepararlo!

SENZA IMPASTO: PERCHÉ’?

Perchè per questa ricetta non vi servono impastatrici, non vi servono strumenti specifici, non vi servono capacità particolari e nemmeno vi occorre molto tempo perchè questo pane spettacolare praticamente si fa da solo!
Vi servirà solo una ciotola capiente, una forchetta e 1 minuto reale per preparare l’impasto.
Ci penserà la notte a far lievitare la massa: utilizzando pochissimo lievito di birra (solo 3 g per 500 g di farina) è necessario lasciarlo riposare e “lavorare” tutta la notte (dalle 8 alle 12 ore).
Il giorno successivo voi dovrete solo piegare l’impasto e metterlo a cuocere!

LA PARTICOLARITÀ’ DELLA COTTURA DEL NO KNEAD BREAD

A differenza del comune pane che si mette a lievitare e a cuocere su una leccarda da forno, il pane senza impasto deve essere cotto in una casseruola che abbia il suo coperchio e che possa andare in forno (l’ideale sarebbe una teglia di ghisa).
Se però non l’avete, come me del resto, basterà ingegnarsi un poco per trovare una soluzione: io per esempio utilizzo una comune teglia per dolci antiaderente del diametro di 24 cm e la copro con un coperchio di acciaio dalla forma bombata in modo da lasciare spazio al pane di crescere. Come coperchio potete anche utilizzare un’altra teglia dello stesso diametro o una padella a bordi alti senza manico che sia adattata anche per il forno.

PERCHÉ’ E’ IMPORTANTE QUESTA COTTURA?

La casseruola (o la teglia) deve essere preriscaldata e deve essere rovente nel momento in cui ci viene adagiato l’impasto. Questo passaggio, unito all’uso del coperchio, crea una condizione di cottura che permette al pane di avere una crosta molto croccante e una mollica morbida che rimane tale per diversi giorni!

COME SI CONSERVA IL PANE SENZA IMPASTO?

Il modo migliore che io ho sperimentato per conservare più a lungo il pane in ottime condizioni è all’interno di un panno da cucina in cotone.

Adesso che ho sciolto ogni dubbio (o almeno spero!) sono pronta a darvi questa versione della ricetta in cui all’impasto base ho aggiunto tanti semi oleosi che fanno bene, ma proprio bene, alla nostra salute! 😉

PANE SENZA IMPASTO (NO KNEAD BREAD) AI SEMI OLEOSI


Un pane più difficile a dirsi che a farsi, senza impasto e senza impastatrici, che cuoce in forno in una padella! Ecco la versione ricca di semi oleosi che fanno tanto bene alla salute!


Livello: facile Tempo: 2 minuti + 1 notte di lievitazione + 5 minuti + 1 ora di cottura Dosi: 1 pagnotta

Ingredienti:

  • 200 g farina manitoba,
  • 300 g farina 0,
  • 3 g lievito di birra fresco,
  • 380 ml acqua tiepida,
  • 10 g sale,
  • semi oleosi misti a piacere (io ho utilizzato 1 cucchiaio di semi di lino, 1 cucchiaio di semi di girasole, 1 cucchiaio di semi di zucca, 1 cucchiaio di semi di sesamo).

Procedimento:

  1. Versate in una capiente ciotola l’acqua tiepida e il lievito e girate con una forchetta affinchè si sciolga.
  2. Versate ora nella ciotola le due farine, i semi e il sale.
  3. Girate con la forchetta solo affinchè gli ingredienti si amalghimino.
  4. Coprite con pellicola o con un coperchio e fate lievitare per una notte a temperatura ambiente.
  5. La mattina seguente stendete sul tavolo un canovaccio, infarinatelo abbondantemente e rovesciatevi l’impasto lievitato.
  6. Piegate ora l’impasto a portafoglio: appiattitelo leggermente e, aiutandovi con il canovaccio stesso, portate un lembo verso il centro e ripiegatevi sopra l’altro lembo ottenendo una sorta di panetto.
  7. Fate fare mezzo giro al panetto verso destra (muovendolo con il canovaccio) e ripetete le pieghe una seconda volta nello stesso modo.
  8. Rigirate ora il panetto in modo che le pieghe stiano sotto, copritelo con lo stesso canovaccio infarinato e fate riposare mentre preparate la casseruola per la cottura.
  9. Accendete il forno a 250 °C, metteteci una teglia che abbia il proprio coperchio (vedi note nella introduzione) e lasciate che arrivi in temperatura e che si scaldi bene: calcolate almeno 30 minuti perchè dovrà essere rovente.
  10. Riprendete il panetto lievitato e adagiatelo nella teglia rigirandolo un’ultima volta in modo che le pieghe siano rivolte verso l’alto (questo passaggio è importantissimo per la crescita del pane), coprite con il coperchio e infornate nella parte bassa del forno per 45 minuti.
  11. Togliete il coperchio e terminate la cottura per 15 minuti.
  12. Fate raffreddare completamente su una gratella per dolci e gustate!

Note:

  • Potete anche non utilizzare il canovaccio e lavorare l’impasto direttamente sul piano da lavoro abbondantemente infarinato. Tuttavia io consiglio di utilizzarlo se si è alle prime armi perchè l’impasto, essendo molto ricco di acqua, risulterà molto morbido e il canovaccio aiuta nel momento in cui si fanno le pieghe.

-Post in collaborazione con Accendi Luce&Gas Coop-

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3 comments

consuelo tognetti 6 Settembre 2020 - 12:00

Tesoro, sto vivendo anch’io un periodo un po’ faticoso…questa situazione di emergenza di certo non aiuta! Fare il genitore in questo mondo è davvero difficile e sono certa che stai facendo del tuo meglio, non abbatterti!
Anch’io trovo molto conforto nell’affondare le mani in un impasto…questo è davvero strepitoso e sembra ottimo per accompagnare le ultime insalate di stagione ^_^
Buona domenica <3

Reply
Mile 30 Settembre 2020 - 16:21

Perdona arrivo solo adesso (e con Wordpress che mi dà problemi ormai da mesi).
Mi dispiace leggere della conflittualità di Ludovica; certo è che anche lei ha dovuto subire tanti cambiamenti e sconvolgimenti delle sue abitudini a causa del COVID. Magari sono stati troppo per lei. E in più c’è anche la sorellina che richiede attenzioni maggiori delle sue. E con chi ci si sfoga se non con le persone che si amano? Forse la frustrazione non è arrivata alle labbra ma è sotto pelle che si fa strada…da qualche parte anche lei dovrà far evaporare. Chissà… Certo è che abbiamo imparato a conoscerti come una madre attenta e premurosa e che cerca di andare in profondità. Le armi verranno deposte e torneranno a splendere sorrisi di prima mattina 🤗

E lo spirito con cui ti rilasserai a fare i lievitati sarà ancora più profondo.
Un bacio grande

Reply
pasta siciliana ca muddica 14 Novembre 2020 - 11:40

[…] rilassamento generale che permetteva gli spostamenti e i viaggi, noi abbiamo preferito non muoverci (come già vi raccontavo in questo post) ben sapendo di cogliere sia il bene che il male di questa […]

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